L’oralità che si tramanda


“Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.”

(Dino Buzzati)

Abbiamo voluto dedicare un’intera sezione del sito al tema della trasmissione orale di saperi, conoscenze, usi e costumi locali poiché ne ravvisiamo l’importanza e la coincidenza con la mission dell’associazione Cento x cento iblei. In un secolo ove la velocità e l’obsolescenza delle informazioni regnano sovrane è opportuno ristabilire alcuni cardini della famiglia d’un tempo: la nonna che raccontava ai nipotini le leggende locali oppure storie nella sua lingua natìa, il dialetto, o il capofamiglia che intratteneva gli astanti con una serie di indovinelli (miniminagghi) e/o proverbi ed ancora la madre che tramandava alla figlia femmina primogenita gli scongiuri guaritori e le preghiere. Tutto aveva un giusto tempo, il tempo della narrazione… Questo bagaglio socio-culturale non deve finire nel dimenticatoio poiché rappresenta l’incontro tra le generazioni passate, la presente e le future.

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